Dear September.

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Settembre.

Sei il mio mese.

Il mese in cui sono nata.

Un mese che ho odiato per tanti anni perché voleva dire salutare l’estate, il mio amato mare e gli amici del cuore.

Il mese che mi allontanava dal mio amore con cui avevo trascorso settimane spensierate e felici. Di quella felicità totalizzante, inconsapevole e leggera che era pura vita.

Il mese in cui ricominciava la scuola e quindi i doveri e le responsabilità.

Ho imparato ad apprezzarti con l’età, fino a poter dire, oggi, che sei il mio mese preferito.

Per me l’anno non inizia a gennaio ma con te.

I buoni propositi come sempre si sprecano, per la serie #credici. Ma la voglia di rinascita che porti con te mi ci fa credere davvero.
Anche grazie all’estate che ci ricarica e ci regala il pieno di energie.

Sei un mese di ottimismo, di voglia di fare. Di progetti nuovi, ma anche di ritorno alle abitudini salutate con piacere prima di partire per le vacanze, e che al ritorno mi riaccolgono in un caldo abbraccio.

Sei il mese in cui si riprende il ritmo con la vita, ma con i tempi giusti.

Cambiano i colori delle tue giornate anche se profumi ancora d’estate.
Perché sei sì l’ultimo mese dell’estate, ma sei anche il primo d’autunno.

autumn

Mi coccoli ancora con gli ultimi fichi sull’albero, ma mi regali i primi sapori autunnali. Le zuppe di legumi, la zucca, le minestrine serali, il cioccolato. (Mio marito direbbe…il burro, i pizzoccheri, il burro, la polenta, il burro, i formaggi…il burro).

Compare la prima copertina sul divano accompagnata da una tazza di tè fumante tra le mani.

autumn 2Sei il mese in cui i piedini diventano freddi e di notte si intrecciano con quelli di chi si ha accanto. Nella versione romantica della cosa.

Nella realtà invece un quaranta di piede affetto da algidità cadaverica viene infilato con forza nel pigiama di colui che, suo malgrado, si ritrova lì, ogni notte, a domandarsi come sia possibile che tu sia viva, con quella temperatura corporea.

Sei forse il cambio di stagione che preferisco. Si ritira fuori il trench, lo sciarpone e gli stivali. Si affonda il musino nel primo maglione. E si sfogliano le riviste di moda con occhi diversi.
A proposito, sarà mica un caso che sei anche quel famoso mese lì (#septemberissue)?!

Le vetriiiiiine! Che dire delle vetrine dei negozi?!!
Sei il mese in cui più di ogni altro rimpiango di non essere un’ereditiera con un conto in banca XXXXL e una catena d’alberghi.
Poi penso ai colletti di pelo rosa e agli swarovski, e allora ringrazio di avere un conto XXXXS ma di essere dotata di buon gusto, per cui andrà benissimo Zara.
Anche se, diciamocelo, d’estate bastano due straccetti di h&m per fare una signora porca figura, ma l’autunno e l’inverno…il cachemire?! i cappotti?! gli stivali?! Ehhhhh.

Tra l’altro, avete visto la mantella personalizzabile di Burberry?!!!!!! Ahhhhhh.

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Per non parlare del catalogo Ikea che ogni anno fa capolino proprio con te.

(Domanda: come mai il catalogo ikea in versione cartacea, nonostante sia sfogliabile on line sul sito e nell’app, provoca nel genere femminile questa sorta di bramosia ansiogena che ci trasforma in invasate finché non ne accaparriamo una copia?!!!)

Tornando a noi, caro settembre, sei il mese in cui si beneficia ancora dell’estate…il mio colorito sembra ancora sano (prima di ripiombare nel pallore, dichiamo, mmm, già ai primi di ottobre?!), i capelli, sfumati dal sole, hanno finalmente raggiunto quel colore naturale che nessun parrucchiere è in grado di realizzare, e i chiletti presi durante le vacanze fanno meno ansia perché sei il mese in cui la ciccia si comincia a coprire e non viceversa!

Settembre significa anche andare al vivaio e riempire la casa di vasetti di erica. Che con me ha i giorni contati, ma questa è un’altra storia.

A settembre io penso già al Natale.
Fosse per me farei l’albero domani.
Ma vivo in una società triste, e fatta eccezione per “il club del Natale a settembre” che ho scoperto su Instagram e che mi ha fatto sentire meno sola, mi hanno costretto a giurare che prima di novembre non se ne parla nemmeno.

Infine a settembre si ricomincia ad andare al cinema. Il sabato sera. Rigorosamente dopo il giappo. Rigorosamente dopo che mio marito ha svaligiato il corner delle caramelle, lamentandosi sempre, (e quando dico sempre intendo proprio sempre), che uffa i coccodrillini non sono gli originali della haribo, e impiegando mezz’ora almeno per selezionare solo quelli rossi e verdi, che quelli gialli sono meno buoni.

Insomma settembre, sei il mese delle coccole.
Quindi fai il tuo dovere, mi raccomando.

P.S. Non c’entra ma stasera inizia l’ultima stagione di Dexter!!!!!!

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6 thoughts on “Dear September.

  1. Oddio la mantella *__* Io ho sbavato davanti ai cappotti minimalisti di Max Mara tipo 15 minuti.
    Ma lo sai che noi abbiamo l’albero montato con tutte le luci sopra chiuso in mansarda? In un impeto di pazzia, lo scorso gennaio l’abbiamo riposto così. Ma senza i decori eh! Forse posso iscrivermi al gruppo! Hahaha!

      • Diciamo che mi è preso un raptus e lo abbiamo trasportato su per le scale come un cadavere avvolto nel cellophane! A ‘sto giro lo rimetto nella scatola che ho paura si rovini a fargli fare su e giù 😛

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