Le zucchine alla concia: ricetta di mammà.

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Se chiedete a marito qual è il piatto suocerifero che preferisce in assoluto, vi risponderà: le zucchine alla concia.

E badate bene che marito le zucchine le odia. Le odia al punto che, solitamente, se gli capitano in una pietanza, le scansa (perfino in un risotto).

Ma alla concia, come le fa mia mamma, le divora alla velocità della luce.

Tra l’altro le zucchine alla concia (a casa mia si chiamano così, ma le trovate anche come “alla poverella” o “alla scapece”) sono un mio carissimo ricordo di infanzia, di quando trascorrevamo le domeniche in montagna, e mia mamma tirava fuori dalla borsa frigo il seguente spuntino che masterchef ce spiccia casa:

una rosetta farcita con fettina panata e zucchine alla concia.

Indigeribile più del panozzo con la combo frittata/peperonata della Sora Lella. Dopodichè andavamo a schiantarci sulle piste da sci.

Ma torniamo a noi.

Per fare la figafoodbloggerblablabla dovrei dirvi di acquistare delle zucchine a km zero, rigorosamente biologiche, coltivate da vergini immacolate, innaffiate solo con acqua termale Evian e raccolte esclusivamente con la luna piena in cestini di salix purpurea intrecciati a mano.

Ma non è così. Andranno benone delle comunissime zucchine esselunghe, varietà molto diffusa nel nord Italia e facilmente reperibile. Che tanto, come diceva qualcuno, fritte sono buone pure le ciabatte.

Le suddette zucchine (almeno un paio di kg, perchè una volta cotte fruttano pochissimo), andranno affettate sottilissimamente (ad es. con una mandolina).

Dopodichè, l’ideale sarebbe lasciarle asciugare qualche ora sotto il sole salentino. Se non lo avete a disposizione, potete semplicemente lasciarle asciugare all’aria. Comunque più asciugano e meglio è. Non sottovalutate questa roba dell’asciugatura che, altrimenti, quando poi arriva il momento di friggere, ci mettete il doppio del tempo e dell’olio.

A questo punto arriva il passaggio cruciale: la frittura. Io ad esempio non friggo per principio. E’ un rifiuto emotivo il mio. Dovuto al fatto che per anni mi sono svegliata all’ora di colazione col soffritto di cipolla di mia nonna ❤ che faceva il sugo alle 6 di mattina. Ma mia mamma invece frigge qualsiasi cosa. E infatti questa ricetta è sua.

Vabbè dicevo, se le zucchine si sono asciugate per bene, basterà immergerle pochi minuti nell’olio ben caldo. Diversamente andranno lasciate in cottura un bel pò di più. Comunque il concetto è che si devono dorare.

Una volta cotte, andranno semplicemente lasciate riposare nella carta assorbente e, infine, condite con un pochino di aceto, sale, aglio e, fondamentale: quantità industriali di mentuccia.

Mia madre mette anche quantità industriali di aglio, ma se volete continuare ad avere una vita sociale, uno spicchio tagliato a pezzetti sarà più che sufficiente.

Nella foto le zucchine non erano ancora state condite. Purtoppo non ho diapositive del post condimento perchè, come vi dicevo poc’anzi, a casa mia vengono divorate in 3,2,1.

A presto con una nuova puntata di: benvenuti nella cucina di mia mamma.

 

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